Come sostituire rapidamente le lame per seghe a gattuccio

In questo breve articolo discuteremo le modalità corrette per sostituire le lame per seghe a gattuccio. Il tempo e l’usura, infatti, inevitabilmente ne danneggeranno il filo – quando non arriveranno addirittura a spezzarsi – e si renderà necessario rimuovere quelle precedentemente montate e inserirne di nuove. Fortunatamente le lame per seghe a gattuccio sono di facilissimo montaggio, e non richiedono di solito l’utilizzo di alcun tipo di attrezzo. Ecco quindi come sostituirle in cinque semplici passi:

1) Per prima cosa assicuratevi di acquistare il corretto modello di lame per seghe a gattuccio: in vendita se ne trovano moltissimi, per ogni materiale e di diverse dimensioni. Controllate sempre che la lama che avete scelto sia non soltanto adatta al lavoro da svolgere, ma anche compatibile con la marca e il modello di sega che possedete.

2) Prima di effettuare la sostituzione delle lame per seghe a gattuccio, assicuratevi di avere scollegato il cavo di alimentazione o tolto la batteria, e di puntare l’attrezzo lontano dal vostro corpo, tenendo la lama il più lontano possibile. Controllate anche di non avere mai le mani vicine né al filo della lama né all’interruttore di accensione, per la massima sicurezza e per evitare infortuni.

3) Cercate a questo punto una spessa ghiera ad anello alla base della lama, nel punto dove si connette alla sega. Questa ghiera è il collarino di fissaggio. Afferratela saldamente e tiratela verso di voi, contemporaneamente ruotandola in senso antiorario. Con questa operazione, si attiva un sistema a molla che espelle dall’attrezzo le lame per seghe a gattuccio danneggiate, e ci si assicura di farlo nel modo meno pericoloso possibile.

5) Inserite ora le nuove lame per seghe a gattuccio nell’attrezzo al posto delle vecchie. A questo punto dovrete soltanto ruotare leggermente il collarino di fissaggio in senso orario per bloccare le nuove lame in posizione: uno scatto vi indicherà – e potrete verificare con cautela – che le lame siano perfettamente inserite e non possano uscire accidentalmente.

6) Soltanto a questo punto, e sempre tenendo l’attrezzo in modo che le lame siano lontane da voi, potrete reinserire la batteria o ricollegare l’alimentazione in piena sicurezza, e verificare che le nuove lame per seghe a gattuccio siano correttamente installate e possano effettuare il proprio lavoro.

Le lame per seghe a gattuccio sono disponibili per i più svariati materiali, anche i più duri come il metallo, e sono quindi particolarmente affilate – e perciò pericolose. Non effettuatene mai la sostituzione di fretta, o senza applicare tutte le corrette norme di sicurezza: i possibili incidenti sono estremamente gravi.

I vantaggi dei sistemi di filtrazione acqua industriali

I sistemi di filtrazione industriali per l’acqua si possono trovare in qualsiasi grande impianto produttivo, perchè si può dire che non esistano processi industriali nei quali non si faccia uso di acqua e non occorra liberarla da particelle estranee; troviamo sistemi di filtrazione nelle torri di raffreddamento così come nelle fabbiche di automobili, e nei cementifici così come nelle industrie alimentari. L’acqua non filtrata, infatti, porta inevitabilmente al danneggiamento progressivo dei macchinari, quando non si presenti poi il problema ancora più grave del rischio di contaminazione dei prodotti finiti – pensiamo ad esempio ad un’azienda alimentare, come un pastificio, oppure ad un’azienda farmaceutica, dove i sistemi di filtrazione garantiscono l’assenza di sostanze estranee dalle medicine.

È buona norma generale, nella progettazione iniziale dei sistemi di filtrazione per l’acqua impiegata nei processi industriali, considerare come misura standard la scelta di filtri con una capacità superiore almeno del dieci per cento a quella che ci si aspetta sia richiesta normalmente durante l’operatività quotidiana degli impianti produttivi. La ragione di questa precauzione è molto semplice: anche dopo che si è fatto valutare da uno specialista il carico effettivo di lavoro a cui l’impianto sarà sottoposto, è sempre buona norma prevedere un margine di sicurezza, per rispondere agli imprevisti e ai sovraccarichi senza rischiare danni gravi all’intero impianto, specie considerando che un arresto dei sistemi di filtrazione porterebbe ad un fermo impianto totale, e quindi ad una perdita economica molto più massiccia rispetto al marginale aumento d’investimento richiesto dall’acquisto di filtri più performanti.

Nella valutazione dei sistemi di filtrazione acqua industriali, per concludere, non si darà mai peso eccessivo alla scelta dei sistemi di controllo. È da questi pannelli, infatti, che gli operatori possono verificare il funzionamento dell’impianto, e sorvegliare il comportamento dei sistemi di filtrazione e delle operazioni di scarico, che sono solitamente regolate da un timer o da un sensore di pressione differenziale. Soprattutto in quelle applicazioni dove i sistemi di filtrazione hanno il compito di impedire un inquinamento delle acque ambientali, un buon sistema di controllo può fare la differenza fra un andamento ideale e un disastro ecologico.

4 motivi per cui la vostra agenzia pubblicitaria non sta dando i risultati sperati

La situazione la conoscete tutti. Sono ormai mesi che lavorate con un’agenzia pubblicitaria: le referenze erano valide, i risultati ottenuti con altri clienti considerevoli, le promesse fatte per il vostro futuro interessanti… eppure i risultati non arrivano, e state facendo la stessa fatica – e sostenendo gli stessi costi di prima – per trovare clientela. È normale? Ecco quattro indizi per aiutarvi a capire se di fatto non siete più nel normale andamento delle cose, ma esiste un problema reale.

1. L’agenzia non vi sta dando l’attenzione che vi serve, dove vi serve.

In un’agenzia pubblicitaria, i professionisti sono tanti, e hanno competenze ed esperienze differenti. Ci sono grafici, ci sono esperti di social media, ci sono specialisti in pubbliche relazioni, ci sono copywriter: la pubblicità, per sua natura, è un lavoro di squadra. Quello di cui dovete assicurarvi è che anche chi vi segue direttamente come clienti stia mettendo al lavoro sul vostro caso gli specialisti giusti per quel che vi occorre ottenere. Non vi serve, ad esempio, avere una squadra eccellente per tre quarti ma carente proprio dove avreste bisogno della massima attenzione.

2. L’agenzia non ha ancora capito su che tipo di cliente farvi puntare

Alla base di un lavoro di marketing e pubblicità moderno c’è necessariamente una fase di profilazione della clientela: l’identificazione di quale sia, nella massa di possibili destinatari, il target giusto per il vostro prodotto e la vostra azienda, e quindi per la vostra campagna pubblicitaria. Se dopo mesi di lavoro non sono ancora state stabilite delle demografiche chiare, e identificati comportamenti e atteggiamenti tipo del vostro cliente ideale, è probabile che il lavoro che state pagando non sia all’altezza delle vostre esigenze.

3. Non avete ancora uno sguardo obiettivo sulla vostra azienda

Avete fatto mai caso a quanto sia difficile, lavorandoci dentro, avere un punto di vista veramente obiettivo sulla vostra azienda? È normale, se ci pensate: siete troppo coinvolti, sia nel lavoro quotidiano che da un punto di vista di orgoglio e impegno, per potervi astrarre serenamente e vedere le cose dal punto di vista della vostra clientela. Questo è proprio uno dei lavori che spettano ad una buona agenzia pubblicitaria: e se avete la sesnazione che quella con cui state lavorando si occupi troppo di assecondarvi e poco di darvi un punto di vista obiettivo e reale, forse potreste spendere meglio il vostro denaro altrove.

4. Continuate a dover spendere lo stesso tempo e denaro per raggiungere la clientela.

Apparirà come una domanda sciocca, ma “perchè si fa pubblicità”? È piuttosto semplice: per non doversi occupare direttamente della ricerca clienti, mettendo in atto un sistema per il quale siano loro a trovare la vostra azienda. Lavoro dell’agenzia è proprio quello di identificare la clientela ideale e costruire il messaggio che possa attirarla, trasformando in contatti i vostri investimenti. Se la preoccupazione rimane identica, e la fatica anche, in cosa si stanno trasformando i vostri soldi?

I caricabatterie per PC portatili

Le batterie dei PC portatili sono solitamente del tipo NiCd, e questo significa che richiedono appositi caricabatteria nickel-cadmio per essere portate a piena potenza; prima del primo utilizzo, inoltre, vanno caricate per un ciclo completo – da 14 a 16 ore – così da raggiungere il massimo livello di performance. È inoltre molto importante non ricaricarle mentre sono ancora calde, e non caricarle mai oltre il limite, o subiranno danni che ne comprometteranno le prestazioni e la durata.

Nella maggior parte dei PC, il caricabatteria nickel-cadmio incluso nella confezione in effetti trasmette costantemente una debolissima carica alla batteria mentre il PC è collegato alla rete elettrica e ne viene alimentato; questo fa sì che la batteria, se carica, rimanga sempre al massimo livello, pronta ad entrare in azione se la corrente dovesse interrompersi, e inoltre permette di ricaricarla, molto lentamente, mentre il computer è spento. Ma è anche possibile utilizzare dei caricabatteria nickel-cadmio esterni, venduti separatamente, che effettuano la carica in un tempo molto più breve – anche la metà – rispetto a quello base. Va però detto che le batterie rischiano, in questo modo, di subire danni permanenti per sovraccarico; i caricabatterie esterni sono però utili per mantenere sempre a piena carica queste batterie, che tendono a scaricarsi autonomamente se non utilizzate.

Teniamo sempre conto, poi, di un fattore importante: le batterie NiCd tendono a funzionare molto meglio se ricaricate dopo essersi completamente scaricate. Se il nostro utilizzo standard della batteria non è di questo tipo, è consigliabile occuparci direttamente, almeno ogni tanto, di scaricare del tutto la batteria prima di caricarla. Un metodo “artigianale” può essere quello di lasciare acceso il portatile tutta la notte, così da avere una batteria a zero al mattino; altrimenti, i migliori caricabatteria Nickel-Cadmio hanno la possibilità di scaricare automaticamente la batteria prima di caricarla, con grande comodità.

L’importanza delle traduzioni legali

Nel campo delle operazioni sui testi, sicuramente le traduzioni legali ricoprono un posto di difficoltà e importanza assolutamente particolare e unica, che combina la necessità di una eccellente conoscenza della lingua con il bisogno di possedere specifiche competenze di tipo legale per poter essere svolta al meglio.

Non solo infatti, come in qualsiasi traduzione, in quelle legali è necessario trasformare un testo in una forma che, anche in un’altra lingua, rimanga gradevole e scorrevole, oltre che comprensibile: qui si aggiunge l’imperativo di utilizzare terminologie legali estremamente precise, perché l’utilizzo di un concetto anche solamente affine, ma non perfettamente identico, all’originale potrebbe significare, più avanti, un totale fraintendimento di aspetti fondamentali di un accordo o di un contratto, con conseguenti disagi, contestazioni e problemi: e oltre a contratti e accordi, questo vale naturalmente anche per statuti, brevetti, e decine di altre tipologie di documento.

Il più grosso problema, infatti, sta nel fatto che il corpus di leggi di una Nazione non è astratto, ma radicato e legato nella cultura, nella storia, e nelle abitudini di quella nazione. E questo significa che spesso può capitare che non esista, in una lingua, un termine che possa tradurre con vera precisione un termine legale di un’altra, rispettando ogni singolo elemento del suo significato, e si renda necessario ricorrere a perifrasi, con la conseguente complicazione del testo e aumento della difficoltà del lavoro.

Perfino alcuni termini che esistono in entrambe le lingue, poi, possono avere da un punto di vista legale significati leggermente, o anche sostanzialmente, differenti, il che richiede la massima attenzione nel renderli correttamente comprensibili a entrambe le parti. Uno scopo essenziale, dato che da un’errata traduzione possono derivare conseguenze che vanno dal fallimento di un accordo fra aziende fino a veri e propri incidenti diplomatici.

Curare il fegato con rimedi naturali

Dei tanti organi che regolano il funzionamento del nostro corpo, ce ne sono pochi che hanno tante funzioni, e tanto essenziali, quanto il fegato. Basti pensare che ha effetto su:
– digestione dei cibi
– produzione degli ormoni
– metabolismo
– eliminazione delle tossine
– mantenimento del volume del sangue
– coagulazione del sangue
– produzione della bile
– regolazione dei livelli di glucosio, di colesterolo e di proteine
– produzione di enzimi responsabili per la creazione di nuovi tessuti e la riparazione dei tessuti danneggiati

Un organo, insomma, sempre impegnato – e importantissimo. Purtroppo, come sono tante le sue funzioni, sono tante le malattie che possono colpirlo: il nostro fegato è minacciato dalla cirrosi, dalla fibrosi, dall’epatite, dall’epatoma, dalla colestasi, e dall’itterizia. E dato che dalla sua salute dipende la nostra, è bene preoccuparsi di mantenerlo sano e in forma.

I rimedi naturali per le malattie del fegato.

Fortunatamente, la farmacopea naturale è piena di elementi che giovano al fegato e lo curano, probabilmente perchè da sempre se ne conosce la funzione importantissima. E poichè
uno dei compiti più essenziali del fegato è quello di liberarci dalle tossine, il che lo sottopone continuamente all’attacco delle stesse, la grande maggioranza dei rimedi naturali hanno proprio lo scopo di purificare il fegato e liberarlo dalle sostanze tossiche: per questo si suggerisce, innanzitutto, una dieta bilanciata, ricca di semi, cereali, frutta secca, frutta e verdura: ad esempio, giova al fegato aumentare nella nostra dieta la presenza di carote, papaya, cetrioli, spinaci, cavoli, funghi, melanzane, radicchio e fagioli. Tutti questi alimenti, infatti, aiutano il fegato a liberarsi delle tossine, e quindi a svolgere meglio le proprie funzioni.

Un secondo rimedio naturale altamente benefico per il fegato, e specificatamente per la sua rigenerazione, è l’estratto dei semi di Cardo Mariano: la stessa funzione è svolta da cibi come il tarassaco e il carciofo, o da una mistura di coriandolo, zenzero essiccato e sale nero. Altra spezia preziosa per i suoi effetti disintossicanti sul fegato, e che ha le virtù aggiuntive di aumentare la produzione di succhi gastrici e combattere la formazione dei calcoli, è la curcuma.

Il succo di un’altra pianta, l’Eclipta Alba, importante nella filosofia Ayurvedica, mescolato con il miele, è un altro potente rimedio naturale che aiuta il fegato, così come la Picrorhiza Kurroa, ridotta in polvere e sempre miscelata a miele; lo stesso vale per un decotto zuccherato di foglie di fico. Effetti benefici vengono anche riconosciuti ad una bevanda ottenuta mescolando in una tazza di latticello dei semi di cumino fatti arrostire; si ottengono ottimi risultati anche con succo di Lime mescolato a un pizzico di salgemma, o assumendo prima di colazione un cucchiaio di olio d’oliva con qualche goccia di succo di limone. Tiglio
Infine, ricordiamo che molti disturbi del fegato trovano sollievo se trattati con Genziana o Tiglio, che l’epatite virale si combatte con la Liquirizia e il Bupleuro, e che la Schisandra protegge il fegato dalle malattie e ne migliora la salute in generale.

Purificazione del fegato Liver Cleansing

In chiusura, vogliamo esporre una tecnica di purificazione del fegato che si utilizza per liberarlo dagli acidi grassi e dalle sostanze tossiche.
Mescolate i seguenti ingredienti:

Succo fresco di cedro
1 o 2 spicchi d’aglio
succo di radice di zenzero
1 cucchiaino di olio d’oliva

Agitate bene e bevete. La terapia è raccomandata nelle stagioni intermedie, quindi in primavera e in autunno.

Roll up: e la pubblicità è più efficace

Se un tempo molte aziende di medie e piccole dimensioni rifuggivano da qualsiasi proposta di strutturare il proprio marketing o di fare della pubblicità, ritenendo che questo genere di attività richiedesse investimenti e competenze ben al di là delle proprie capacità e possibilità, negli ultimi anni le cose stanno rapidamente mutando. La pubblicità, e tutte le attività di marketing, si sono fatte più granulari, più vicine al pubblico, e sempre meno legate a grandi eventi e investimenti. Per questa ragione sono nati una serie di strumenti atti a rendere possibile l’esposizione efficace ed economica dei propri messaggi promozionali; e il roll up ha il vantaggio di essere di facile utilizzo e trasporto, di ottima efficienza, e di costi decisamente contenuti.

La forza del roll up sta proprio nella sua semplicità. Non è altro che un tubo metallico, solitamente realizzato in materiali leggeri come l’alluminio, che contiene, collegato ad una molla, un manifesto arrotolato. Appoggiando il rullo a terra, e assicurandovi una bacchetta verticale estensibile, diventa possibile estrarre tale manifesto srotolandolo e agganciarlo alla cima della bacchetta stessa, ottenendo in meno di un minuto un vero e proprio manifesto indipendente che unisce a semplicità e leggerezza una robustezza che permette di trasportarlo senza timore di danneggiare il materiale stesso.

E a tali virtù ne va aggiunta un’altra, ossia la versatilità: a seconda della specifica scelta di materiali operata sia per l’involucro metallico, sia per il manifesto che esso contiene e protegge, è possibile acquistare sia roll up per uso esterno – come per una fiera – o per uso interno, come per un punto vendita. Naturalmente, nel caso di un roll up che debba essere utilizzato all’esterno, si dovrà puntare su materiali più resistenti, sia per quanto riguarda il tubo, che per quanto riguarda lo striscione, che dovrà poter resistere sia alla pioggia e al sole senza scolorirsi che al vento senza rimanere lacerato. Il mercato offre per fortuna qualsiasi varietà di materiale e dimensione.

I componenti in gomma: sempre più diffusi in tutte le industrie

A partire da quello automobilistico, non c’è più ormai alcun settore industriale dove non venga utilizzata in maniera sempre più massicciamente frequente la componentistica in gomma. Guarnizioni, tappi, mantici: la gomma estrusa risponde proprio a quelle richieste che sono imprescindibili per questo settore dell’industria, ossia è in grado di fornire quella durata nel tempo e quella robustezza anche sotto stress, inclusa l’esposizione a tutti i rigori degli elementi atmosferici, che sono indispensabili per un pezzo che venga incluso nella costruzione di un’autovettura.

Ma non si limitano certo a quelli che abbiamo nominato i componenti che erano solitamente costruiti con altri materiali, come ad esempio l’alluminio, e vengono oggi invece ampiamente sostituiti, con ottimi risultati, da quelli in gomma. Solamente per citarne qualcuno, possiamo semplicemente elencare

Montature in Gomma
Profili in Gomma
Diaframmi in Gomma
Alloggiamenti per Valvole a Farfalla in Gomma
Occhielli in Gomma
Tubi in Gomma
Guarnizioni in Gomma…

Specialmente nei casi – frequenti nel settore – dove è richiesto un livello di precisione particolarmente elevato, l’industria automobilistica fa un uso particolarmente intenso di questi componenti; per avere performance all’altezza delle richieste è però necessario che, oltre alla lavorazione, essi siano realizzati anche con materie prime di assoluta qualità.

I sistemi di controllo degli accessi: una sicurezza in più

Per qualsiasi proprietario di una struttura come un’azienda, la sicurezza dell’edificio o degli edifici in cui essa ha sede è una considerazione di primaria importanza da tenere costantemente presente. Per questo si provvede, di norma, all’installazione di serie di porte interne ed esterne, che vanno a separare e delimitare aree di traffico intenso da altre ad accesso controllato e limitato; ma molto spesso questo può non bastare, e diventa necessario installare un sistema di controllo accessi e presenze, persone di ogni tipo, desiderate o indesiderate, saranno in questo modo monitorate in maniera costante. Analizziamo in breve qualcuno dei sistemi più comuni e noti di controllo degli accessi:

1- Sistema a carte da strisciare

Tutti abbiamo presente l’operazione, ormai diffusa in realtà commerciali di ogni tipo, per cui per pagare con la nostra carta di credito è sufficiente “strisciarla” in un apposito lettore. Questo sistema utilizza un metodo praticamente identico. A ciascuna delle persone autorizzate all’ingresso in una determinata area, infatti, viene consegnata una tesserina di plastica con una banda magnetica, sulla quale sono registrate specifiche informazioni sull’identità, e sulle autorizzazioni di accesso, della persona stessa. Passandola in un lettore, è possibile ottenere l’apertura delle porte a cui si ha il permesso di accedere, e il proprio passaggio viene registrato.

2- Scansione Biometrica

Questo sistema, che forse pensavamo retaggio unico dei film d’azione o di fantascienza, è invece ormai una realtà implementata in numerosi edifici. Il lettore all’ingresso dell’area ad accesso ristretto in questo caso non analizza la banda magnetica presente su una tessera, bensì una determinata parte del corpo dei soggetti autorizzati, che sia la retina, l’impronta digitale, il palmo della mano o addirittura il suono della voce. I costi sono ancora elevati, ma d’altro canto la sicurezza è molto superiore – è molto difficile falsificare un polpastrello, o un occhio!

3- Tastierini Numerici

Si tratta di un sistema piuttosto economico ma ancora abbastanza diffuso, e con un buon livello di sicurezza, che associa ad ogni porta d’accesso all’area ristretta un tastierino elettronico su cui digitare un codice numerico personale per poter entrare. Questo ovviamente permette di registrare anche chi sia entrato o uscito dall’area; il sistema presenta però, a fronte della relativa economicità, il problema di dover ricordare i codici (e, se li si scrive da qualche parte, la facilità di servirsene da parte di persone non autorizzate).

4- Tessere di prossimità

Note anche come “Smart Card”, queste tesserine hanno un funzionamento di per sé simile a quello delle prime di cui abbiamo parlato; tuttavia anziché essere registrati su banda magnetica i dati di accesso sono inseriti su un microchip, che con tecnologia radio li segnala ad un ricevitore al passaggio del soggetto. Questo rende le carte più resistenti e meno soggette a danneggiamenti, e rende ancora più complesso il falsificarle o bypassarle ingannando il lettore.

Sappiamo riconoscere i cinque tipi base di appendino?

Non soltanto nei negozi di abbigliamento, dove alle esigenze funzionali si aggiungono quelle estetiche dell’esposizione, ma ormai perfino nelle nostre case e nei nostri armadi, la varietà di appendini a disposizione per riporre gli abiti si è fatta vastissima. Per fortuna, non è difficile raggrupparli in divisioni razionali, ciascuna delle quali presenta caratteristiche definite ed è adatta ad un particolare utilizzo, così da poter assicurare ordine al nostro guardaroba e lunga vita i nostri abiti. Ecco quindi le cinque categorie base di appendini:

1. Gli appendini di legno
Pregi: resistenti, pressochè eterni, di aspetto elegante
Utilizzo: abiti pesanti, cappotti. La forma particolare dei bracci permette di mantenere le spalle in forma, evitando di sciupare l’abito.
Segni particolari: la particolare forma tiene ben separati i vestiti, non facendoli spiegazzare nell’armadio.

2. Gli appendini di metallo
Pregi: economici, sottili
Utilizzo: Camicie, magliette leggere
Segni particolari: possono talvolta lasciare macchie di ruggine. Preferire se possibile i modelli ricoperti di plastica.

3. Gli appendini di plastica
Pregi: economici, resistenti,
Utilizzo: Tutti gli abiti, tranne i più voluminosi e pesanti
Segni particolari: La loro forma rotegge gli abiti dal rischio di impigliarsi e sciuparsi.

4. Gli appendini di stoffa
Pregi: eleganti, di dimensioni ridotte
Utilizzi: capi molto pregiati o delicati: la copertura in satin e l’imbottitura li proteggono dal rischio di logorarsi sfregando sull’appendino stesso.
Segni particolari: Vengono usati in maniera particolare nelle boutique e nei negozi di biancheria intima.

5. Gli appendini speciali
Pregi: versatilità
Utilizzo: accessori, abiti di taglio particolare
Segni particolari: possono montare una grande serie di accessori, come ganci o pinze, o avere tacche speciali per adattarsi a indumenti specifici. Inoltre fanno parte di questa categoria tutti gli appendini sagomati per esposizione.